Burberry vede rosa per l’anno in corso e punta a raggiungere una crescita del 10% sia sul canale retail sia su quello wholesale (Spagna esclusa) spinta dai risultati del primo semestre. Nei primi sei mesi del 2010, infatti, il gruppo britannico del lusso ha annunciato un incremento delle vendite del 6% a 707 milioni di sterline. E tra le due reti distributive, quella retail e quella wholesale, è la prima ad aver spinto i conti.
Le vendite nel canale dei negozi diretti, che incidono per oltre il 60% nel giro d’affari complessivo, sono cresciute del 15%, totalizzando 437 milioni di sterline, trainate dalle forti richieste soprattutto di accessori e pelletteria provenienti dall’Asia e da parte dell’Europa. Hong Kong, la Gran Bretagna e gli Emirati Arabi Uniti. Il calo del canale wholesale (-6%) è invece legato alla debolezza del mercato spagnolo e all’incertezza della domanda in aree come la Russia ed Est Europa. I ricavi derivanti dal licensing sono diminuiti del 6% e i vertici del gruppo si aspettano per questa voce un segno negativo anche nell’esercizio corrente, con una contrazione tra il 5 e il 10%.
Entro marzo 2011 Burberry ha in programma l’apertura di nuovi negozi, dei quali (dai 20 ai 30) sono in programma nelle Americhe e in Asia-Pacifico. Quanto ai ricavi wholesale, nel secondo semestre è atteso un recupero nei maggiori mercati eccetto l’Europa, dove è in corso una razionalizzazione della rete distributiva, come ha spiegato il ceo del gruppo Angela Ahrenhdts. “Per spingere la crescita – ha aggiunto Ahrendts – oltre ad altre iniziative per rafforzare il brand, incrementeremo gli investimenti nelle nuovi regioni. Abbiamo inoltre in programma iniziative ed e-commerce”.
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